giovedì 24 dicembre 2020

La bici è un problema o una soluzione? Usa la bici, salva il pianeta!



(messaggio del Comune di Faenza)



(messaggio di Extinction Rebellion)

Due anni fa il Comune installò 120 cartelli "educaciclisti", concentrando fondi pubblici nello sforzo di educare i ciclisti, come se questi fosse i maggiori problemi della strada. Non un cartello per educare gli automobilisti (oltre ai normali cartelli previsti dal CDS che sono obbligatori per tutti), non un cartello per ringraziare di bambini di andare a scuola in bici.
Allora scrivemmo:

venerdì 11 dicembre 2020

Non sorpassateci. Resistenza alla prepotenza motorizzata.

Ho scritto questo post dopo essere tornata a casa, una mattina di qualche giorno fa, sul mio profilo FB:

https://www.facebook.com/linda.maggiori/posts/10225817389445132

Stamattina come ogni mattina ho accompagnato Tobia a scuola in bici . (pioviccicava

🌧️e le auto erano in panico😱...in quanto si sa, sono idrosolubili 😉)
Per noi invece era
divertente
pedalare sotto la pioggia e ce la spassavamo.🚲
Dopo circa 1 km di pedalata imbocchiamo via Castellani, in pieno centro storico, viuzza stretta a senso unico. Mancano poche centinaia di metri per arrivare a scuola. Io come al solito procedo affiancata a Tobia, in mezzo alla viuzza.🚲🚲
Sento un'auto 🚗 dietro di me, che accelera, sgasa, suona il clacson📯, vuole sorpassarci.
Auto parcheggiate da un lato, gente a piedi🚶‍♂️🚶‍♀️ dall'altro, rendono ogni sorpasso di auto troppo pericoloso.
Tobia mi guarda spaventato: "Mamma, vuole sorpassarci! Che facciamo?“

domenica 6 dicembre 2020

Clima impazzito e auto "termosifoni", nel libro "Terra Bruciata" di Liberti

No, non siamo lontani dalla crisi climatica, e questa non colpirà solo i nostri nipoti. Ci siamo già dentro. E non colpirà solo l'altra parte del mondo, ma sta già colpendo la nostra fragile penisola che si affaccia sul mare. 


In questi giorni di inondazioni ed eventi estremi, con l'annuncio che dal 2010 a fine ottobre 2020 in Italia 946 fenomeni meteorologici estremi hanno colpito 507 Comuni (Osservatorio Cittàclima), il libro del giornalista Stefano Liberti è sempre più attuale: Terra Bruciata, ed. Rizzoli. 

L'ho appena finito di leggere:  un viaggio nell'Italia, hotspot del disastro climatico già in atto.

venerdì 27 novembre 2020

I mezzi pubblici servono? Risposta a Mercalli


Ho letto l'articolo di Luca Mercalli, comparso sul sito della Coop. Il viaggio più ecologico è quello che non facciamo. Davvero interessante, ma in parte non mi trovo d'accordo. 

Mercalli giustamente spiega che "In Italia il settore dei trasporti produce il 24 per cento delle emissioni dannose al clima. E produce pure il 56 per cento degli ossidi di azoto e il 13 per cento delle polveri sottili tossiche per la salute. Ed è l’unico settore che negli ultimi decenni non ha visto significativi miglioramenti, a differenza di quelli industriali, energetici e residenziali dove le nuove tecnologie di efficienza e passaggio alle energie rinnovabili hanno diminuito gli impatti. Dunque per ciascuno di noi, agire sulla mobilità è un buon modo per diventare più sostenibili." 

Mercalli prosegue sottolineando l'importanza di ridurre i viaggi inutili, grazie al telelavoro, allo smartworking, (e su questo sono d'accordo), ma non considera necessario implementare i mezzi pubblici (e su questo NON sono d'accordo). 

sabato 21 novembre 2020

Progettare la lentezza, da leggere!

 "In auto o in moto la velocità dà il peggio di sé perché tutta la nostra concentrazione di guidatori è data per mantenerla costante, se siamo noi a guidare tutto il nostro io è concentrato sulla velocità e non possiamo che obbedirle. Rinunciare all'auto per il treno può in alcuni casi allungare il tempo necessario per raggiungere la destinazione, ma in quel tempo possiamo fare altro come leggere, relazionarci con gli altri, pensare, guardare attorno." (Progettare La Lentezza, People Editore, 2020, di Paolo Pileri)

Leggevo queste frasi mentre il trenino procedeva tra i monti e pensavo che era esattamente così.


Visitare il paesaggio con treni regionali, e poi in bici o a piedi, permette di scoprire le sfumature, permette di darsi dei limiti, fare scelte e approfondire.In questo bellissimo libro Pileri ripercorre l'importanza dei percorsi lenti, dai sentieri alle ciclovie, "fili antichi ma oggi dimenticati, interrotti, spezzati. Non ci accorgiamo che quelle linee lente sono una grande opera pubblica a basso costo e ad alto rendimento." 

venerdì 30 ottobre 2020

Barriere? Bocciate!

 



A giugno 2020, come Fiab Faenza, abbiamo fatto ricorso contro le barriere parapedonali poste in via Marconi e in via Modigliana, posizionate a marzo 2020, in pieno lockdown. Tali barriere, come più volte evidenziato dalla Fiab, interrompono le ciclopedonali intralciando bici e cargobike, per favorire le auto che provengono da passaggi carrabili di ville (in via Modigliana) e da passaggi di strade laterali senza precedenza. Sono quindi del tutto illegittime, soprattutto poiché non sono esplicitamente previsti dal Codice della Strada per ostacolare le bici. Non a caso, l'ordinanza dirigenziale 73/2020 del Comune di Faenza neppure li nomina. Per via Modigliana la cosa è ancora più grave. L'ordinanza non cita neppure quella via. Su via Modigliana restringono la ciclabile a tal punto da rendere disagevole e pericoloso il passaggio di bici cargo o con carrellino, spingendo i ciclisti sul limite esterno non protetto della ciclabile. 

venerdì 9 ottobre 2020

Sei senza auto? Il tampone non lo fai.

 Nel paese più motorizzato al mondo, succede anche questo. 

Chi non ha un'auto il tampone non lo fa o deve farsi prestare un'auto, o deve aspettare file immense, perché le modalità ormai più usate sono quelle del drive in con auto privata. A noi toccò a maggio, dovevamo fare il tampone, e giustamente nessuno voleva prestarci l'auto (perché avrebbero dovuto prestare un'auto a potenziali positivi?). Alla fine abbiamo preso in prestito l'auto di una zia anziana, raccomandandole di non usarla prima dell'arrivo del risultato (per fortuna negativo).  Sinceramente pensavo che questa disorganizzazione succedesse solo nella prima fase di emergenza e nella mia cittadina di provincia...

Ma sempre più spesso mi arrivano messaggi come questo,  e non solo da cittadini di provincia. Sara (nome di fantasia) mi scrive da Roma, capitale e metropoli, dopo mesi di Covid e di possibile preparazione: