sabato 14 ottobre 2017

Ennesimo centro commerciale a Faenza, c'è davvero bisogno?

Ecco a voi in costruzione il decimo nuovo centro commerciale a Faenza, evidentemente utilissimo😡😡😡, che sarà costruito su area con falde e sottosuolo contaminato dalle precedenti industrie, progetto deciso dal comune con la multinazionale, senza aver coinvolto nessuno, che intaserà di traffico le viuzze residenziali..vergognoso!!! Ecco il comunicato di noi associazioni ambientaliste!

mercoledì 4 ottobre 2017

Premio Luisa Minazzi

Sono grata alla giuria del premio Luisa Minazzi per avermi candidato al premio Ambientalista dell'anno con altri 7 coraggiosi ambientalisti!...dalla sindaca anticemento, alla determinata avvocata contro i disastri ambientali, da Domenico Iannacone (giornalista Rai3) a Goel, fino al grande Marco Ricci, sacerdote di San Vito, che da anni lotta per l'ambiente, contro i roghi e lo smaltimento illecito rifiuti)e  altri.
http://www.premioluisaminazzi.it/linda-maggiori-recanati-mc-1981/
Un pensiero commosso a Luisa Minazzi, donna coraggio che ha lottato fino all'ultimo contro l'eternit del suo paese, Casale Monferrato. Lei è morta, come tanti, vittima di un'atroce ingiustizia, ma il suo messaggio, la sua lotta, la sua protesta devono restare vivi, e sta a noi tenere accesa la fiaccola. Non si può morire di inquinamento.
(Per votare mandate mail a 2017@premioluisaminazzi.it riportando il proprio nome, cognome, età e indirizzo + il nome e cognome del candidato prescelto entro il 19 novembre)

Traffico davanti la scuola e...l'incubo del centro commerciale

Anche oggi, come al solito, la nostra bella biciclettata casa scuola e ritorno (2 km andata e 2 km ritorno). Anche Tobia con la sua biciclettina, gasato e attento, seguendo i fratelli. Come ogni anno, gioia, rabbia e scoramento. A parte il traffico davanti alle Don Milani, che ormai è prassi accettata, davanti al Panda (scuola materna) è forse ancora peggio. Bel sole e aria mite. Via Bandini e Donatini, ore 12.50, le auto posteggiano e retromarciano, inchiodano e svoltano, cercando di guadagnare un metro, santa miseria...poveretti...li guardo e immagino che al volante ci siano tutti grandi invalidi di guerra. Gioele e Giona, da bravi ciclisti si infilano tra le auto, trattengono il fiato dietro i motori, ormai sanno cavarsela, forza della sopravvivenza. Il piccolino spaventato passa dal marciapiede. Ma uscito sulle strisce rischia di essere travolto, mi tocca piazzarmi in mezzo e fare il vigile furibondo. I vigili veri non passano mai da quelle parti.
Usciti dal delirio, ci infiliamo nelle vie tranquille, parchi e piste ciclabili (zona Palazzo vecchio). Mi passa un po' la rabbia ma poi mi torna lo scoramento quando davanti alle macerie della ex Cisa, mi chiedo cosa succederà quando sorgerà il mega centro commerciale...un delirio di auto che si riverserà sulle stradine residenziali, in faccia ai bimbi che escono dal parco e dalla pista ciclabile. Complimenti davvero. Complimenti al comune che invece del PUMS (piano urbano mob. sostenibile) ci regala un centro commerciale. Complimenti a tutti quelli che potrebbero andare in bici ma vanno in auto. A chi mi dice che esagero nell'arrabbiarmi. Ma noi non molliamo, la macchina non ce la compriamo, nei centri commerciali non mettiamo piede e la nostra obiezione di coscienza la continuiamo.



Faenza, città per automobili!

Anche i pensionati protestano!!! Condivido la denuncia della FNP (federazione nazionale pensionati) -Cisl Faenza. E' un'accusa dura giusta e fin troppo realistica, lanciata contro un comune che per dimensioni e conformazione territorio potrebbe essere molto più ciclabile. Penalizzati i pensionati (per non parlare dei bambini, neomamme, donne incinte, ecc...) che si ostinano ad andare in bici e a piedi. Gli utenti più deboli e meno inquinanti della strada sono come al solito puniti e ghettizzati.

Bike to school!

A Faenza come Gruppo Famiglie senz'auto, e associazioni Fiab, Salvaiciclisti, Skaramakay, Legambiente in collaborazione con il Ceas abbiamo ideato il progetto Bike To school, per ora hanno aderito 5 scuole (Carchidio, Don Milani, Gulli, Reda e Martiri di Cefalonia)... L'invito è stato mandato a tutte le scuole primarie, speriamo che qualcun'altra scuola voglia aderire!! Questi piccoli ciclisti, che giornalmente vanno a scuola in bici, anche se son pochi, anche se son piccoli, anche se non hanno voce, si meritano un GRANDE GRAZIE dalla loro scuola e da tutta la città. il progetto prevede che i bambini in bici, piedi, pulmino mettano una crocetta quando arrivano a scuola in modo sostenibile...il diario di classe è esposto dalle insegnanti e i 

bambini sono autonomi nel mettere la crocetta! ecco i diari!










sabato 23 settembre 2017

LETTERA APERTA AL SINDACO di FAENZA: grazie dell'augurio di buon anno scolastico, ma...

LETTERA APERTA AL SINDACO DI FAENZA E ALL'ASSESSORE ALLE POLITICHE EDUCATIVE E GIOVANILI

Gentilissimi Giovanni Malpezzi e Simona Sangiorgi,
sono Linda Maggiori, vi scrivo come genitore e come cittadina impegnata nella difesa dell'ambiente.  
Ho letto la vostra lettera (14/09/2017) indirizzata a tutti i genitori dei bambini delle scuole di Faenza, vi ringrazio della sensibilità e dell'accorato augurio per un buon anno scolastico.


Sinceramente mi aspettavo anche un invito al rispetto dell'ambiente, visto che una delle più grandi emergenze planetarie (e italiane e locali) è proprio l'inquinamento. Una ricerca recente mostra che l'Italia ha il più alto numero in Europa di morti per ossidi di azoto causato da motori diesel (2810 vittime). Altre ricerche mostrano che in Italia l'inquinamento dell'aria (non solo ossidi di azoto quindi ma anche polveri sottili, monossido di carbonio, benzene...) provoca più di  80 000 morti premature l'anno.
Un vero dramma ambientale, sanitario, sociale a cui ognuno di noi, cittadini, amministratori, dovrebbe porre rimedio. 
Queste polveri sottili, questi inquinanti, li respirano i nostri bambini, ogni giorno andando a scuola. Non è giusto, non è educativo, non è civile. 

lunedì 10 luglio 2017

Auto, incidenti e mobilità sostenibile. Una proposta di riforma del Codice della Strada

Dal mio post sul Fatto Quotidiano, 10 luglio 2017

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Giovedì 6 un bimbo di 5 anni a Roma è stato travolto e ucciso da un’auto, sulle strisce: l’ennesima piccola vittima della strada. Chi lo ha ucciso, sconvolto, dice che non l’aveva visto, che è sbucato all’improvviso. In effetti basta poco per ammazzare sulla strada, non c’è bisogno di essere ubriachi o drogati. Tutti possiamo distrarci, confonderci, essere abbagliati dal sole, pensare ad altro, sbadigliare o starnutire, dare un’occhiata al cellulare, avere un colpo di sonno o un crampo. Non bisogna demonizzare gli automobilisti, è vero, ma l’auto sì.
Mi dicono: “Ma l’auto è un mezzo come un altro”. No, non è vero. Ogni mezzo ha il suo peso, la sua velocità, la sua intrinseca e potenziale letalità. E quella delle auto è alta. Sparare a 30-50-80-100 km/h una o due tonnellate di ferraglia è potenzialmente letale. Ma questo concetto è di difficile comprensione: per gli italiani, guidare è un’abitudine dura a morire, una moda consolidata da decenni di martellamento pubblicitario che hanno dipinto l’auto come innocua, familiare, un mezzo per raggiungere libertà e benessere.